Veronica e Silvio: lettere d’amore o lettere al direttore?

By scriveredonna

di Luciana De Laurentiis

Donne e uomini che scrivono lettere: a un amico, a un amore, a un giornale.
Proprio in questi giorni due lettere particolari sono comparse sulle prime pagine dei quotidiani: le lettere di Veronica e Silvio Berlusconi.
Come proiettano le loro idee e i loro sentimenti in queste due lettere? Con quali differenze di scrittura?

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4 Risposte a “Veronica e Silvio: lettere d’amore o lettere al direttore?”

  1. Angela Dice:

    Che bella analisi quella di Luciana: lucida, interessante, completa. Sapessi farla io. Di questo suo saggio sulle due lettere pubbliche dei coniugi Berlusconi, tuttavia, la frase che mi ha colpita di più è stata quella verso la conclusione: “ho riletto lettere e biglietti scambiati in tanti anni d’amore con mio marito”; ecco, quella è una realtà a cui credo, e sono certa che Luciana ne avrà trovate tantissime di frasi vere, sincere, scambiate nel privato e nell’intimo della sua vita matrimoniale.
    Ma fin dal momento in cui è apparso sui quotidiani non ho creduto mai nemmeno per attimo all’autenticità di questo scambio epistolare fra l’ex first lady e l’ex premier. Non sono le lettere di una moglie a un marito e viceversa, secondo me: sono comunicati dell’ufficio stampa di lei all’ufficio stampa di lui. Perchè se Veronica ha dovuto veramente rivolgersi a un quotidiano nazionale per parlare al marito, e non al Presidente, allora quella lettera è snaturata in partenza nella sua funzione di messaggio privato di una moglie al marito. Qualunque cosa doveva dirgli, poteva farlo nell’intimità della loro casa, con un biglietto, con una lettera lasciata sul tavolo da lavoro: ma non con questo teatrino messo su ad arte.
    Queste mie considerazioni non tolgono nulla al valore dell’analisi di Luciana; vorrei solo dire che questo non è il caso di uno scambio di lettere fra sposi, ma un esercizio di bravura fra uffici stampa. Berlusconi l’ha addirittura ammesso in pubblico: alla lettura della missiva ha riunito il suo staff al completo, a Palazzo Grazioli, per comporre la risposta.
    Il giorno che il mio fidanzato, diventasse anche re d’Inghilterra, usasse le colonne del Times per parlarmi, di tutte le sue parole capirei un solo concetto: che la nostra storia di coppia è finita in un triste reality show.

  2. simone Dice:

    Ho letto il tuo scritto sulla comparazione delle due lettere ” maschile e femminile” l’ho trovato molto interessante. L’analisi rivela cose che noi tutti sappiamo ma che non ci siamo mai fermati a focalizzare. Anche se, forse, non si è tenuto conto dell’età, della generazione dei due interlocutori.
    Forse oggi nella comunicazione interpersonale della generazione moderna, alcuni termini come potere, pubblico, pressione sono stati sostituiti da termini come successo, comprensione, mediazione.
    Non sarà che la nuova generazione sia essa maschio o femmina cerca l’affermazione non per dominare sull’altro ma per un equilibrio di sentimenti, sensazioni, benessere interno? Se così fosse chi cresce con queste nuovi modelli non si riconoscerebbe nei due modi di scrivere presi in esame.

  3. giorgia Dice:

    Nell’analisi di Luciana ritrovo appieno quanto io ho sempre pensato sulle modalità di scrivere uomo/donna.
    Negli scritti delle donne le parole compongono quel sentire di pancia, quell’appellarsi ai valori, ai sentimenti, quel leggero drammatizzare che fa parte del nostro modo di vivere la vita.
    Io credo che tale piacevole diversità sia palpabile in tutte le comunicazoni scritte, ma che salti all’occhio quando il contenuto è particolarmente personale. Gli stessi 2 commenti lasciati prima del mio, uno di Angela e l’altro di Simone, lasciano trasparire questa distinzione. Il primo focalizzato sull’aspetto interiore degli scrittori in campo, il secondo un’annotazione diretta e analitica tesa a trovare risposte concrete.

  4. Daniele Dice:

    …bella analisi… ho letto la corrispondenza tra i coniugi Bersconi ma non mi ero soffermato più di molto pensando solo a una mossa pubblicitaria… che senso ha mettere in piazza anche quel poco di privato che rimane ad un uomo pubblico?…
    l’analisi di Luciana invece la trovo molto più interessante del contenuto originario di entrambe le lettere, le quali (sebbene condividendo appieno il pensiero di Angela penso siano state scritte tramite appositi uffici stampa e non da una sola mano – sia quella di Veronica che quella di Silvio)lasciano il tempo che trovano…
    …sinceramente a chi può interessare realmente se i coniugi Berlusconi vadano veramente d’accordo o se stiano insieme solo per “facciata pubblica”. Penso a pochi! Certo i primi giorni faranno clamore, ma poi…?

    Molto interessante invece è il come sono state scritte le due lettere e Luciana ha fatto una buona analisi. Si vede infatti una differenza non solo tra i sessi ma, come ricorda Simone anche generazionale, e oserei dire anche istituzionale! Il marito Silvio se avesse lasciato una lettera sul comodino di Veronica l’avrebbe scitta sicuramente diversa.

    Le due lettere in questione sono un buono spunto per un’analisi tra lo “scrivere donna” e lo “scrivere uomo”, tuttavia penso che anche Luciana si sia resa conto di quanto più approfondita e vera è l’analisi (non scritta) che ha effettuato su le lettere scritte tra lei e suo marito.

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