Leggevo ieri una bella recensione sull’ultimo romanzo di Amos Oz Non dire notte. Pare sia riuscito a narrare la storia dei due protagonisti in prima persona, alternandosi di capitolo in capitolo, raccontando gli stessi episodi visti da occhi diversi, quelli di Theo e Noa. Uno scrittore, dunque, che cerca di pensare, muoversi, parlare e scrivere con l’anima di una donna…
Qualcuna di voi l’ha letto?
Gennaio 7, 2009 alle 7:13 pm |
Da Gaza il testamento di una madre
Gaza, 25 dicembre 2008
Principi carenti d’essere
Dentro una terra
Mai paga di sangue
Sbarre striate di vergogna
Sopra una gabbia
Che lesina aiuti
Scandali assopiti
Nel decoro
In una società
Senza remore di divieti
E poi soli fra tutti
Coloro che raspan
Dura terra
Per raccattare
Una fiaccola accesa
Qui si sprofonda nel limo
Di uno stagno nero
Qui agli alberi stessi
Senza tronchi né zolle
Non è dato ricoprirsi
Di verdi germogli
Qui l’acqua non erompe
Innocua da cime invernali
Ma rocce può frantumare
Mentre sibila il vento
Come pianto
A lungo represso
E amarezze riversa
Su chi ci cammina accanto..
A noi non è dato
Indugiaresull’erba
E ascoltare il vento
Che modula gemme
Quando anche i sogni
Violentano l’anima..
Quando anche i ricordi
Sfiatano al tempo
Fuochi passati..
E’ difficile sperare
E se poi anche la luna
Inganna spazi aperti
Gli occhi assorti in nulla
S’arrendono prima o poi..
Perciò lascio questi pensieri…
Mi sfiora il tempo
Con afflati nuovi
E rubo al mondo
I suoi spazi azzurri
Fuggendo l’ombra
Dai contorni netti
Afferrerà il tutto
Come un sussurro
Chi il cuore pasce
Di improvvisi guizzi
Chi va in silenzio
Per ascoltare un canto
Chi accorda insieme
Attimi d’eterno
Senti
E’ un fluire
di diafane visioni
In cui scie
Restano di parole
Perciò scrivo
Frantumando
Un abisso senza fondo
Sostando al largo
In cui l’onda
E’ regno
Odi
Un mormorìo
Si sprigiona intorno
Di sole e vento
Di luce e vita
Dentro
E’ il segreto
Che non disturba
Il giorno..
Questi pensieri lascio…
Con occhi di una donna
Maria Allo