La vie en rose

By scriveredonna

Cronaca di una giornata normale

di Caterina Vitali

C. si alza, un’occhiata alla finestra: la volta celeste è tutta rosa.
Accende la radio, prepara la colazione. Beve caffeina fumante, più una spremuta d’arancia.
Nella corte la aspetta l’adorata bicicletta, in tasca una macchinetta per ascoltare la musica preferita…

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4 Risposte a “La vie en rose”

  1. Claudia Dice:

    Beeeeello il racconto tutto al femminile!! Non me ne ero accorta fino alla fine. :-)

    Brava Caterina, mi piace come scrivi, ed è bello anche immaginarti in una città non troppo rumorosa, pulita, con palazzi vecchi e stradine di ciottoli.

    “Umanità, cose, atmosfere”, è il genere di percezione che si ha quando si passa veloci per una strada, e come tanti fotogrammi di film diversi scorrono davanti agli occhi volti, sorrisi, passi frenetici, risate, concentrazione, distrazione, e tutto ciò che è proprio di noi human beings..

    Ci sono persone che nel raccontarti una storia ti prendono e ti ci accompagnano dentro, con delicatezza ma con determinazione, e non ci sono incongruenze, il racconto diventa la realtà, all’improvviso sei su una bicicletta con la musica nelle orecchie, e la palla gialla è proprio lì, davanti a te.

    :-)

  2. Licia Dice:

    Una bella città italiana illuminata da una radiosa palla gialla, dove attraverso un curatissimo centro medioevale si va in bicicletta ad un lavoro interessante.
    Questa è l’immagine che ho dal racconto di Caterina. E la invidio. Perché sa prendere i colori di una mattina qualsiasi, te la mostra e ti trasmette la serenità allegra di una donna soddisfatta del suo lavoro e della sua vita.
    E io, che ogni mattina mi pigio di cattivo umore sul tram in una Milano frettolosa, sciatta e arrogante, mi chiedo se sono invecchiata male o se invece, per dirla con Edgar Lee Masters, non sono mai stata capace di cogliere il lato in fiore della mia vita arruffata.

  3. Silvia Dice:

    solo sostantivi femminili, geniale! la bicicletta fa bene alla fantasia!
    Brava Cterina! da domani mi metto in sella anche io!

  4. Silvano Dice:

    Racconto essenziale, con accurata ricerca dei termini. Che siano tutti al femminile lo capisci solo perchè ce lo dici tu, Caterina, segno che non c’è stata forzatura ma solo naturalezza. Qualche schematismo (da interpretare comunque in chiave ironica) toglie qualcosa alla poetica della narrazione, che tuttavia è impreziosita dal ricorso alla “tranche de vie” autobiografica, al volersi raccontare in una ordinaria giornata lavorativa di una donna creativa, quindi con il cervello sempre attaccato, intelligente, attenta, moderna. Questa è la tua principale bellezza. E ti immaginiamo tutti sulla tua bici, Caterina la creativa, pedalare ora allegra ora assorta ora preoccupata dalla pioggia, magari anche cantando, o ascoltando la musica dell’i-pod, ti seguiamo nel tuo girovagare sulle piste ciclabili della grande metropoli, vivendo la vita quotidiana nel modo migliore: godendola e centellinandola in ogni suo istante.

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