di Paola Schiatti
ALASKA
Il tamburo inizia a suonare.
Quel cerchio di ferro con in mezzo una pelle di foca emette cupi suoni ritmati:
tam tatatam, tatatam tam… E poi quel grido sordo, non la solita melodia a cui siamo abituati, ma suoni gutturali in una lingua cruda, dura, difficile.
Maggio 10, 2007 alle 10:22 am |
Sopravvivere raccontandosi. E’ ciò che l’uomo fa da sempre.
Tradizioni, leggende, dialetti tengono in vita popoli scomparsi da tempo. I diari segreti di ieri e i blog di oggi, i ritratti del passato e le fotografie, tutto sembra concorrere perché un pezzetto di noi sopravviva.
E io lo trovo meraviglioso: uno specchio della fragilità di noi umani, caduchi ma nel contempo eterni.
Maggio 26, 2007 alle 5:04 pm |
Mentre leggevo il tuo racconto ho pensato di trovarmi in Alaska e di vivere le tue stesse emozioni. Ho sognato per un attimo e in qualche modo ho viaggiato anch’io.