Archivio per Settembre 2007

La bambina felice

Settembre 24, 2007

di Silvia Dai Pra’
La bambina felice
Gremese editore (2007)
Collana “Le Girandole”

Sono i primi anni Ottanta quando Giuliano, ex leader di Lotta Continua, abbandona la famiglia per andare in Africa. A quelle che restano, il compito di sopravvivere: Elena, impiegata trentenne di origini parmensi che ha lasciato gli studi per seguire il marito, e le figlie Giulia, adolescente troppo bella e troppo debole, e Simona, bambina scatenata. Siamo a Massa, piccola città segnata dalla crisi industriale, ma dove bastano pochi chilometri per immergerti nella Forte dei Marmi dei vip sognata da Giulia. Che presto però smette di essere bella, e deve affrontare un difficile percorso di maturazione. Elena sogna di rifarsi una vita, risucchiata dalle preoccupazioni di tutti i giorni e uno stipendio che non basta mai. Simona sogna di diventare una rockstar, ruba motorini e fa la chierichetta per sentirsi al centro dell’attenzione. Ironico, divertente, a tratti drammatico, La bambina felice ci racconta gli anni Ottanta – da Like a virgin ai Duran Duran, dalle femministe al tramonto del comunismo e del mondo della sinistra extraparlamentare – attraverso tre figure che devono fare i conti con la fine dell’infanzia, dei sogni e delle utopie.

Due donne protagoniste dei manifesti del nuovo Partito Democratico

Settembre 18, 2007

Ecco qui la campagna per le primarie. Che dite, funziona?

“Una madre lo sa”: un libro scritto da una donna sulle donne

Settembre 4, 2007

Una segnalazione per il nostro blog “scriveredonna”:
il bel libro di Concita De Gregorio sull’essere madre:
Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto

Scrivere di donne significa anche scrivere di madri.
Concita De Gregorio sa farlo molto bene.

In particolare voglio condividere con voi alcune frasi,
in cui mi riconosco come donna e come madre:

Cosa sia una “buona madre” lo decidono gli altri. Il coro. Lo sguardo che approva e che rimprovera. Quelli che sanno sempre cosa si fa e cosa no. Cosa è giusto, saggio, utile…
Per fortuna la vita dà un posto alle cose. Quando sembra che non ce ne sia uno per sé, guardarsi attorno aiuta…

Di quanti siano i modi di essere madre, o di non esserlo affatto. Di quante strade esistano per accogliere quello che viene, quello che c’è. Tanti modi così diversi e tutti senza colpa: i modi che ciascuno trova. Dalle donne passa la vita, sempre. Dalla pancia, dalla testa, dalle mani e dai ricordi. Dalla capacità, dal desiderio di tenere dentro, e a volte anche dall’impossibilità di farlo. E una madre tutto questo lo sa.

Le parole che evocano sono quelle che preferisco.
Parole che evocano sogni, ricordi, riflessioni, e ancor
di più amo le parole che danno voce a qualcosa che ho
dentro, ma non ho saputo esprimere…o ancora a qualcosa
che nemmeno sapevo di aver dentro.

Ebbene, quando nelle parole evocative di altri ritrovo tutto
questo, mi viene voglia di condividerlo con tutti.
Ecco perchè mi piace l’idea di condividere queste belle
riflessioni della De Gregorio con le donne di “scriveredonna”.

Grazie
Luciana

Mentre dorme il pescecane

Settembre 4, 2007

È il debutto letterario di Milena Agus, insegnante-scrittrice di origini sarde che qualche giorno fa è arrivata seconda al Campiello con “Mal di pietre” (di cui molto si è scritto e di cui qui trovate una bella recensione).

La famiglia Sevilla Mendoza è un microcosmo carico di sentimenti, inquieto e sempre in movimento, dove ogni ruolo è profondamente messo in discussione e stravolto.
La madre, fragile e sensibile che guarda troppo il cielo e dipinge il suo mondo. Il padre con scarsa propensione alla famiglia e sempre pronto a lasciarla per fare il volontario in giro per il mondo. La giovane protagonista che per amore è disposta ad accettare un rapporto sado-maso con un uomo sposato. Il fratello, studente di pianoforte, adolescente confuso, triste e solitario. La zia, bella, intelligente simpatica che ha tanti uomini, ma nessuno è quello giusto.

Un piccolo grande libro in cui si parla di sentimenti, di sesso, di dio, della vita. Perché, ogni giorno, è come stare dentro la bocca del pescecane: se hai fortuna si addormenta e, allora, puoi sgusciare via.