È il debutto letterario di Milena Agus, insegnante-scrittrice di origini sarde che qualche giorno fa è arrivata seconda al Campiello con “Mal di pietre” (di cui molto si è scritto e di cui qui trovate una bella recensione).
La famiglia Sevilla Mendoza è un microcosmo carico di sentimenti, inquieto e sempre in movimento, dove ogni ruolo è profondamente messo in discussione e stravolto.
La madre, fragile e sensibile che guarda troppo il cielo e dipinge il suo mondo. Il padre con scarsa propensione alla famiglia e sempre pronto a lasciarla per fare il volontario in giro per il mondo. La giovane protagonista che per amore è disposta ad accettare un rapporto sado-maso con un uomo sposato. Il fratello, studente di pianoforte, adolescente confuso, triste e solitario. La zia, bella, intelligente simpatica che ha tanti uomini, ma nessuno è quello giusto.
Un piccolo grande libro in cui si parla di sentimenti, di sesso, di dio, della vita. Perché, ogni giorno, è come stare dentro la bocca del pescecane: se hai fortuna si addormenta e, allora, puoi sgusciare via.
Settembre 10, 2007 alle 3:02 pm |
Non ho ancora letto questo romanzo, ma finora ho raccolto recensioni quasi sempre positive.
Ho appena aperto il mio blog e sono contenta di essermi imbattuta in questo spazio molto interessante.
Ciao!