Archivio per la categoria ‘indagine’

Come una donna interpreta il ruolo dell’interprete

Aprile 4, 2007

di Tiziana Valtolina

“La curiosità è femmina” recita un proverbio. Per interpretare una cultura, curiosità e immaginazione tornano utili. Essere curiosi porta a osservare i dettagli di quello che accade, a fare domande e a sperimentare le risposte, l’immaginazione a ripensarsi continuamente.
Comprendere un’altra cultura è “un incessante fare e disfare i fatti e le idee”. È come una partita a scacchi: azzardiamo le mosse più complesse dopo aver studiato gli spostamenti dell’avversario e immaginato le possibili direzioni che la partita potrà avere.

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Parole d’amore: scrivere nella lingua materna

Aprile 2, 2007

di Alfia Milazzo

La lingua materna è lo spazio interpersonale, linguistico e mentale, in cui si realizza la prima nominazione del mondo. In essa la madre opera una distinzione etica tra le cose e sviluppa l’intelligenza creativa del bambino/a giocando con le parole, esplorandone le mille sfaccettature di suono e di senso. Rimbalza tra madre e figlio/a una ricchezza di contenuti che incoraggia a camminare nelle strade della lingua con fiducia.

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Autorità, autorevolezza, leadership

Marzo 29, 2007

di Anna Fellegara

Appartengo alla generazione di donne che ha cominciato a vivere i temi dell’affermazione dei diritti femminili aspirando alla piena uguaglianza tra i sessi in tutti i campi, per passare, negli anni ’80 e ’90, a cogliere il valore della differenza e delle differenze, prima fra tutte proprio quella di genere, per valorizzarne la ricchezza.
Ma come coniugare elementi “neutri” come autorità, autorevolezza, leadership allo specifico delle donne?

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Scrivere e disegnare

Marzo 26, 2007

di Chiara Ticchi

20 luglio 2005. Nel mio salotto regna la quiete ma fa molto caldo. È quasi impossibile concentrarsi. Guardo fuori dalla finestra, la Sagrada Familia domina lo scenario. Riporto lo sguardo sul mio tavolo, scruto il foglio bianco che mi trovo di fronte. Dovrei scrivere una relazione sull’indagine di marketing che ho appena concluso. Rigiro la penna tra le dita, mentre la mia testa fa giravolte alla ricerca di idee. Inizio a scarabocchiare il foglio: disegno un telefono, poi un pettine, infine una freccia. Gli angoli prendono vita. Cosa sto facendo? Perché invece di scrivere sto disegnando?

scrivere e disegnare

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La forza della scrittura

Marzo 21, 2007

di Elena Marini e Laura Parola

Certi generi di scrittura imposti dall’attività scolastica sono poco amati o più difficili da praticare dagli appartenenti a uno dei due sessi? Gli obiettivi che, come docenti di italiano, dobbiamo far raggiungere a tutti e che si giustificano con le necessità espressive richieste nella futura attività di studio o lavoro, non rischiano di imporre un modello di scrittura plasmato prevalentemente al neutro-maschile, perché dominante nella società? E che pensare della competenza lessicale? Ha anch’essa una qualità specifica collegata al sesso di appartenenza? Domande eterogenee, probabilmente destinate a restare senza una risposta definitiva. Tuttavia degne di stimolare un percorso di ricerca.

Eccone il risultato.

Scrittura e differenze di genere

Marzo 21, 2007

nell’analisi di testi letterari e non

a cura di Alessio Bini, Benedetta Cima, Alessandra Dalle Mura, Federica Dalle Mura, Federica Franchi, Marco Iacomini (ITCT “C.Piaggia”- Viareggio)

Un’indagine linguistica precisa e acuta che, dalle basi teoriche di Gender, Genre, and writing style in formal written texts, analizza 120 testi, tra poesie, canzoni, lettere, prose, articoli e scritti di adolescenti.

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Ricamo e scrittura: viaggi nel passato o nel futuro

Marzo 16, 2007

di Mariella Governo

Più di altri, arazzi e ricami sono due esempi di arte applicata che richiedono abilità simili a quelle della scrittura: idea, disegno di base, tecnica, pazienza, concentrazione, e aggiungo, viaggio della mente. Caratteristiche molto femminili, mi viene da dire.

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Letteratura: stili di lettura e stili di scrittura

Marzo 16, 2007

di Virginia Villa

In qualsivoglia punto abbia origine, la differenza espressiva dona ricchezza, anche se a volte induce a incomprensioni e ad arroccamenti sulla propria posizione. Uomo e donna sono differenti in tutto, a partire dal corpo; essi sono complementari.
Se la scrittura è uno strumento per conoscere se stessi, chi scrive riconoscerà il suo essere uomo o donna e si esprimerà di conseguenza: da uomo o da donna.

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Frankenstein: un mostro di genere femminile

Febbraio 20, 2007

di Lorena Zerbin

Nell’Inghilterra vittoriana della rivoluzione industriale, Frankenstein è un’opera “contro”, che getta un’ombra sull’infinito progresso dell’umanità, cui sembra non credere, e sulle “magnifiche sorti e progressive” del “secol superbo e sciocco” di cui, di lì a pochi anni, parlerà Leopardi nella Ginestra.
Un’opera, dunque, tipicamente femminile, che respinge i facili entusiasmi maschili e ne mette in luce tutte le debolezze, gli aspetti puerili che rendono l’uomo, anche quello geniale, sempre un po’ bambino.

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16 marziani e 26 venusiane alle prese con un compito in classe

Febbraio 19, 2007

di Gessica Angeli

Gennaio 2005. In una prestigiosa università terrestre, un piccolo esercito di matricole affronta l’ultima prova scritta dell’esame di Laboratorio di scrittura critica.
Quella che segue è una collezione di osservazioni sui testi raccolta con l’aiuto di una lente particolare, quella del genere: maschile o femminile (marziano o venusiano).

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