Archivio per la categoria ‘scriveredonna’
Il lupo mercante di Clara Sereni
Marzo 7, 2008Il Paradiso siamo noi
Febbraio 27, 2008recensione di Letizia Cunsolo
Potrebbe sembrare un libro squisitamente ed esclusivamente religioso, ma non lo è (o lo è solo in parte). Il Paradiso siamo noi, un libro di racconti di Alfia Milazzo, offre numerosi spunti di riflessione sulla vita e sulla morte, sul doloroso incedere delle donne lungo il percorso della vita, ma anche sui meravigliosi doni che essa elargisce loro a larghe mani, primo fra tutti la maternità, questo miracolo che si perpetua continuamente sotto i nostri occhi. E la sua collocazione spazio-temporale indefinita, situata in un tempo lontano, quello della memoria, là dove tutto è nostalgia e dolcezza, dove tutto sa di antico e di genuino, ma anche di irrimediabilmente perduto, gli conferisce un respiro ampio e universale.
Così anche una processione religiosa di un piccolo paese siciliano può diventare un viaggio dell’anima, il ritorno alle origini, alla vera essenza della vita.
La settimana santa, come si svolge a Biancavilla, un paese alle falde dell’Etna, è scandita da una serie di processioni che riproducono le varie fasi della passione e della resurrezione di Cristo. E’ proprio in questo contesto che vengono narrate le storie personali dei fedeli che vanno in processione, inframmezzate, nella prima parte, con la storia, tutta umana e tenerissima, di Maria, che, ragazza inconsapevole e pura, diventa madre di Cristo, lo vede crescere, orgogliosa del suo straordinario bambino, gode della sua infanzia, tentando di scacciare il doloroso presagio sul suo futuro che continuamente la insidia, e poi vive il dolore peggiore che una donna possa vivere: la morte del figlio.
Al pari di Maria, anche tutte le altre figure vivono le loro storie di dolore e fatica del vivere, laddove la maternità, l’essere figlia e madre, è il denominatore che le accomuna: la donna che non riesce ad avere bambini, la moglie del mafioso, che rischia la vita per offrire al figlio un avvenire migliore, la figlia di una donna malata di Alzheimer, che ormai è divenuta “la sua bambina”, la suora che, pur non avendo figli, ogni giorno partorisce le “sue umili figlie”, le preghiere che “si diffondono nell’aria con l’incanto e la naturalezza di un cinguettio mattutino” e, spalancando le grate del convento, le donano la libertà più vera, “una quiete senza ostacoli”.
E ancora le storie della madre immigrata, della madre bambina e dell’emigrato Carmelo, che torna in paese dopo tanto tempo, ci offrono esempi del travagliato vivere umano, laddove la processione diventa strumento di redenzione e metafora del lungo e doloroso cammino della nostra esistenza verso la Luce della resurrezione: “la morte è un inganno. E’ solo un passo oltre l’arco del tempo, una candela che si spegne per far posto alla luce di un sole splendente”. E la resurrezione di Gesù viene celebrata, a Biancavilla, con l’incontro, nella piazza affollata e festante del paese, tra la Madonna e Gesù risorto, dopo che l’Arcangelo Gabriele ha avvertito Maria della resurrezione del Figlio, allo stesso modo in cui un cane di nome Israel conduce un bambino alla propria madre, dalla quale era stato separato dalla nascita.
Piccole storie, piccole cose che si affacciano in un clima di speranza e di fiducia nelle vicende “alte” della spiritualità. Un intreccio di memoria esistenziale e spirituale, alla maniera della “Buona novella” di De Andrè, in un’ottica tutta femminile.
Alfia Milazzo, Il Paradiso siamo noi, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 2008.
La bambina felice
Settembre 24, 2007di Silvia Dai Pra’
La bambina felice
Gremese editore (2007)
Collana “Le Girandole”
Sono i primi anni Ottanta quando Giuliano, ex leader di Lotta Continua, abbandona la famiglia per andare in Africa. A quelle che restano, il compito di sopravvivere: Elena, impiegata trentenne di origini parmensi che ha lasciato gli studi per seguire il marito, e le figlie Giulia, adolescente troppo bella e troppo debole, e Simona, bambina scatenata. Siamo a Massa, piccola città segnata dalla crisi industriale, ma dove bastano pochi chilometri per immergerti nella Forte dei Marmi dei vip sognata da Giulia. Che presto però smette di essere bella, e deve affrontare un difficile percorso di maturazione. Elena sogna di rifarsi una vita, risucchiata dalle preoccupazioni di tutti i giorni e uno stipendio che non basta mai. Simona sogna di diventare una rockstar, ruba motorini e fa la chierichetta per sentirsi al centro dell’attenzione. Ironico, divertente, a tratti drammatico, La bambina felice ci racconta gli anni Ottanta – da Like a virgin ai Duran Duran, dalle femministe al tramonto del comunismo e del mondo della sinistra extraparlamentare – attraverso tre figure che devono fare i conti con la fine dell’infanzia, dei sogni e delle utopie.
Due donne protagoniste dei manifesti del nuovo Partito Democratico
Settembre 18, 2007Ecco qui la campagna per le primarie. Che dite, funziona?
“Una madre lo sa”: un libro scritto da una donna sulle donne
Settembre 4, 2007Una segnalazione per il nostro blog “scriveredonna”:
il bel libro di Concita De Gregorio sull’essere madre:
“Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto“
Scrivere di donne significa anche scrivere di madri.
Concita De Gregorio sa farlo molto bene.
In particolare voglio condividere con voi alcune frasi,
in cui mi riconosco come donna e come madre:
“Cosa sia una “buona madre” lo decidono gli altri. Il coro. Lo sguardo che approva e che rimprovera. Quelli che sanno sempre cosa si fa e cosa no. Cosa è giusto, saggio, utile…
Per fortuna la vita dà un posto alle cose. Quando sembra che non ce ne sia uno per sé, guardarsi attorno aiuta…
Di quanti siano i modi di essere madre, o di non esserlo affatto. Di quante strade esistano per accogliere quello che viene, quello che c’è. Tanti modi così diversi e tutti senza colpa: i modi che ciascuno trova. Dalle donne passa la vita, sempre. Dalla pancia, dalla testa, dalle mani e dai ricordi. Dalla capacità, dal desiderio di tenere dentro, e a volte anche dall’impossibilità di farlo. E una madre tutto questo lo sa.“
Le parole che evocano sono quelle che preferisco.
Parole che evocano sogni, ricordi, riflessioni, e ancor
di più amo le parole che danno voce a qualcosa che ho
dentro, ma non ho saputo esprimere…o ancora a qualcosa
che nemmeno sapevo di aver dentro.
Ebbene, quando nelle parole evocative di altri ritrovo tutto
questo, mi viene voglia di condividerlo con tutti.
Ecco perchè mi piace l’idea di condividere queste belle
riflessioni della De Gregorio con le donne di “scriveredonna”.
Grazie
Luciana
Per la scrittura collaborativa di storie…
Luglio 24, 2007Ci hanno segnalato un’applicazione web progettata per agevolare la scrittura collaborativa di storie, non lineari, in qualsiasi lingua: www.novlet.com
Le storie di Novlet sono divise in passage, sezioni di testo tipicamente composte da qualche paragrafo: gli autori possono continuare le storie o aggiungere trame alternative, creando nuovi passage dopo quelli esistenti.
Buon divertimento!
Oriana, musa, integralista… donna
Luglio 5, 2007Di Tiziana Urru
Si svolge in questi giorni la manifestazione newyorkese “Oriana Fallaci e l’America” promossa dal ministero per i beni culturali in collaborazione con RCS Mediagroup. Si tratta di un duplice appuntamento: una mostra accompagnata da un documentario presso l’istituto italiano di cultura di New York e una giornata di studio in onore di quella che il Los Angeles Times definì “L’unico giornalista a cui nessun leader mondiale può dire di no”. A prescindere dalle opinioni personali che possono divergere completamente dalle tesi della giornalista italiana, in un mondo in cui si pensa che il mestiere di giornalista sia facile, la Fallaci si è distinta proprio perché pronta a mettersi in prima linea. Che, come un altro grande toscano, avesse uno stile ruvido e provocatorio è indubbio, mai politicamente corretta e coerente fino a rischiare di persona per difendere il suo pensiero, coraggiosa al punto da togliere il chador in segno di sfida durante l’intervista all’ayatollah Khomeini. La ricorda con affetto, riconoscenza e stima Christiane Amanpour, l’inviata di guerra della CNN con cui aveva stretto un rapporto di amicizia negli ultimi anni di vita. La giornalista anglo iraniana, considerata propria erede dalla stessa Fallaci, ribadisce il debito di riconoscenza delle corrispondenti donne di guerra verso questa reporter che ha spianato loro la strada in un mondo che fino ad allora era prettamente maschile, cambiandolo!
Donne e Web
Maggio 25, 2007Dopo averlo segnalato sulla Magia,
lo ricordo qui:
il concorso DonnaèWeb, aperto a progetti web ideati
e realizzati con prevalente contributo femminile,
è al traguardo:
la premiazione domani, sabato 26 maggio, a Viareggio.
Il tema del 2007, in parallelo a quanto deciso dalla Commissione
europea, è quello delle “pari opportunità per tutti”.
Tappe, nomi, approfondimenti qui.
Poche donne in Rete?
Maggio 25, 2007Si parla spesso della scarsa presenza femminile in Rete.
Il 26 maggio a Bologna si terrà il FemCamp, dedicato alla valorizzazione delle donne attraverso le tecnologie.
Sul sito di Apogeonline, l’intervista a Danah Boyd, brillante ricercatrice ed esperta di social network.
La magia degli eventi
Maggio 22, 2007di Roberta Cocco
L’organizzazione di eventi è una parte fondamentale del processo di comunicazione d’azienda. L’autrice, che da anni si occupa di marketing e comunicazione, spiega il “dietro le quinte” di un evento perfetto, che sia una conferenza stampa o una convention aziendale.
Questo libro contiene metodi, curiosità, strumenti e suggerimenti per imparare a organizzare e gestire con grande professionalità un evento, dal semplice seminario al convegno internazionale.