Il lupo mercante di Clara Sereni

marzo 7, 2008 by
Ho letto da poco il libro di Clara Sereni “Il lupo mercante”: un libro di racconti di donne e sulle donne, scritto da una donna.
Vi si ritrovano ambienti, paesaggi, descrizioni e sensazioni tipiche dell’Italia al femminile dagli anni ’50 agli anni 70.
E’ un buon esercizio di lettura per interrogarsi sulla scrittura al femminile.
La scrittura della Sereni in questo libro appare lucida e asciutta, senza concessioni alla nostalgia o alla tentazione di romanzare i tempi andati.
Aggiungo uno stralcio di un’intervista all’autrice, in cui parla proprio della sua scrittura al femminile:
Lei come li vive, nella scrittura, i confini tra maschile e femminile? Come li attraversa?
Non li attraverso spesso. Perché mettermi nei panni di un uomo, provare a ragionare con la sua testa, mi pare un’invasione, un’appropriazione indebita. Poi, ogni tanto, mi viene in mente che a noi donne gli uomini ci hanno sempre raccontate, senza chiedere permesso o farsi scrupoli di sorta. Con risultati anche sublimi, ma imponendo sempre il loro punto di vista sulle donne, e lasciando alle donne poco o nessuno spazio per raccontarsi. Da alcuni anni le cose sono cambiate, ma – anche qui – non così tanto come talvolta si dice. Siccome non mi interessa la guerra dei sessi, mentre mi interessa molto la presa di coscienza, la conoscenza che ciascuno e ciascuna hanno del proprio sé, mi sembra che indagare il proprio sesso sia tendenzialmente più interessante, più appropriato, più onesto.
Buona lettura a tutte
Luciana
Clara Sereni, Il lupo mercante   Rizzoli, 2007.

Il Paradiso siamo noi

febbraio 27, 2008 by

recensione di Letizia Cunsolo

Potrebbe sembrare un libro squisitamente ed esclusivamente religioso, ma non lo è (o lo è solo in parte). Il Paradiso siamo noi, un libro di racconti di Alfia Milazzo, offre numerosi spunti di riflessione sulla vita e sulla morte, sul doloroso incedere delle donne lungo il percorso della vita, ma anche sui meravigliosi doni che essa elargisce loro a larghe mani, primo fra tutti la maternità, questo miracolo che si perpetua continuamente sotto i nostri occhi. E la sua collocazione spazio-temporale indefinita, situata in un tempo lontano, quello della memoria, là dove tutto è nostalgia e dolcezza, dove tutto sa di antico e di genuino, ma anche di irrimediabilmente perduto, gli conferisce un respiro ampio e universale.

Così anche una processione religiosa di un piccolo paese siciliano può diventare un viaggio dell’anima, il ritorno alle origini, alla vera essenza della vita.
La settimana santa, come si svolge a Biancavilla, un paese alle falde dell’Etna, è scandita da una serie di processioni che riproducono le varie fasi della passione e della resurrezione di Cristo. E’ proprio in questo contesto che vengono narrate le storie personali dei fedeli che vanno in processione, inframmezzate, nella prima parte, con la storia, tutta umana e tenerissima, di Maria, che, ragazza inconsapevole e pura, diventa madre di Cristo, lo vede crescere, orgogliosa del suo straordinario bambino, gode della sua infanzia, tentando di scacciare il doloroso presagio sul suo futuro che continuamente la insidia, e poi vive il dolore peggiore che una donna possa vivere: la morte del figlio.

Al pari di Maria, anche tutte le altre figure vivono le loro storie di dolore e fatica del vivere, laddove la maternità, l’essere figlia e madre, è il denominatore che le accomuna: la donna che non riesce ad avere bambini, la moglie del mafioso, che rischia la vita per offrire al figlio un avvenire migliore, la figlia di una donna malata di Alzheimer, che ormai è divenuta “la sua bambina”, la suora che, pur non avendo figli, ogni giorno partorisce le “sue umili figlie”, le preghiere che “si diffondono nell’aria con l’incanto e la naturalezza di un cinguettio mattutino” e, spalancando le grate del convento, le donano la libertà più vera, “una quiete senza ostacoli”.

E ancora le storie della madre immigrata, della madre bambina e dell’emigrato Carmelo, che torna in paese dopo tanto tempo, ci offrono esempi del travagliato vivere umano, laddove la processione diventa strumento di redenzione e metafora del lungo e doloroso cammino della nostra esistenza verso la Luce della resurrezione: “la morte è un inganno. E’ solo un passo oltre l’arco del tempo, una candela che si spegne per far posto alla luce di un sole splendente”. E la resurrezione di Gesù viene celebrata, a Biancavilla, con l’incontro, nella piazza affollata e festante del paese, tra la Madonna e Gesù risorto, dopo che l’Arcangelo Gabriele ha avvertito Maria della resurrezione del Figlio, allo stesso modo in cui un cane di nome Israel conduce un bambino alla propria madre, dalla quale era stato separato dalla nascita.

Piccole storie, piccole cose che si affacciano in un clima di speranza e di fiducia nelle vicende “alte” della spiritualità. Un intreccio di memoria esistenziale e spirituale, alla maniera della “Buona novella” di De Andrè, in un’ottica tutta femminile.

Alfia Milazzo, Il Paradiso siamo noi, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 2008.

Lisa va in città

novembre 15, 2007 by

Lisa Corva di professione ama scrivere. In realtà da piccola voleva fare la portinaia “perché così posso leggere le lettere degli altri”. Forse per questo ha aperto il suo blog: per ricevere posta ogni giorno.

È (anche) una giornalista finto glam, possiede una borsa Gucci, un paio di sandali Caovilla, e conta di venderli quando le aumenteranno l’affitto.

Usa solo profumi alla rosa, non porta l’orologio, adora il sushi ed è nata a Trieste nel 1964, cosa di cui è sconsideratamente orgogliosa (soprattutto della città). Ma potete incontrarla nei caffè dei musei e negli outlet di tutto il mondo.

Lisa ha appena pubblicato Glam cheap – Una vita in offerta speciale.

Ve lo consiglio🙂

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La bambina felice

settembre 24, 2007 by

di Silvia Dai Pra’
La bambina felice
Gremese editore (2007)
Collana “Le Girandole”

Sono i primi anni Ottanta quando Giuliano, ex leader di Lotta Continua, abbandona la famiglia per andare in Africa. A quelle che restano, il compito di sopravvivere: Elena, impiegata trentenne di origini parmensi che ha lasciato gli studi per seguire il marito, e le figlie Giulia, adolescente troppo bella e troppo debole, e Simona, bambina scatenata. Siamo a Massa, piccola città segnata dalla crisi industriale, ma dove bastano pochi chilometri per immergerti nella Forte dei Marmi dei vip sognata da Giulia. Che presto però smette di essere bella, e deve affrontare un difficile percorso di maturazione. Elena sogna di rifarsi una vita, risucchiata dalle preoccupazioni di tutti i giorni e uno stipendio che non basta mai. Simona sogna di diventare una rockstar, ruba motorini e fa la chierichetta per sentirsi al centro dell’attenzione. Ironico, divertente, a tratti drammatico, La bambina felice ci racconta gli anni Ottanta – da Like a virgin ai Duran Duran, dalle femministe al tramonto del comunismo e del mondo della sinistra extraparlamentare – attraverso tre figure che devono fare i conti con la fine dell’infanzia, dei sogni e delle utopie.

Due donne protagoniste dei manifesti del nuovo Partito Democratico

settembre 18, 2007 by

Ecco qui la campagna per le primarie. Che dite, funziona?

“Una madre lo sa”: un libro scritto da una donna sulle donne

settembre 4, 2007 by

Una segnalazione per il nostro blog “scriveredonna”:
il bel libro di Concita De Gregorio sull’essere madre:
Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto

Scrivere di donne significa anche scrivere di madri.
Concita De Gregorio sa farlo molto bene.

In particolare voglio condividere con voi alcune frasi,
in cui mi riconosco come donna e come madre:

Cosa sia una “buona madre” lo decidono gli altri. Il coro. Lo sguardo che approva e che rimprovera. Quelli che sanno sempre cosa si fa e cosa no. Cosa è giusto, saggio, utile…
Per fortuna la vita dà un posto alle cose. Quando sembra che non ce ne sia uno per sé, guardarsi attorno aiuta…

Di quanti siano i modi di essere madre, o di non esserlo affatto. Di quante strade esistano per accogliere quello che viene, quello che c’è. Tanti modi così diversi e tutti senza colpa: i modi che ciascuno trova. Dalle donne passa la vita, sempre. Dalla pancia, dalla testa, dalle mani e dai ricordi. Dalla capacità, dal desiderio di tenere dentro, e a volte anche dall’impossibilità di farlo. E una madre tutto questo lo sa.

Le parole che evocano sono quelle che preferisco.
Parole che evocano sogni, ricordi, riflessioni, e ancor
di più amo le parole che danno voce a qualcosa che ho
dentro, ma non ho saputo esprimere…o ancora a qualcosa
che nemmeno sapevo di aver dentro.

Ebbene, quando nelle parole evocative di altri ritrovo tutto
questo, mi viene voglia di condividerlo con tutti.
Ecco perchè mi piace l’idea di condividere queste belle
riflessioni della De Gregorio con le donne di “scriveredonna”.

Grazie
Luciana

Mentre dorme il pescecane

settembre 4, 2007 by

È il debutto letterario di Milena Agus, insegnante-scrittrice di origini sarde che qualche giorno fa è arrivata seconda al Campiello con “Mal di pietre” (di cui molto si è scritto e di cui qui trovate una bella recensione).

La famiglia Sevilla Mendoza è un microcosmo carico di sentimenti, inquieto e sempre in movimento, dove ogni ruolo è profondamente messo in discussione e stravolto.
La madre, fragile e sensibile che guarda troppo il cielo e dipinge il suo mondo. Il padre con scarsa propensione alla famiglia e sempre pronto a lasciarla per fare il volontario in giro per il mondo. La giovane protagonista che per amore è disposta ad accettare un rapporto sado-maso con un uomo sposato. Il fratello, studente di pianoforte, adolescente confuso, triste e solitario. La zia, bella, intelligente simpatica che ha tanti uomini, ma nessuno è quello giusto.

Un piccolo grande libro in cui si parla di sentimenti, di sesso, di dio, della vita. Perché, ogni giorno, è come stare dentro la bocca del pescecane: se hai fortuna si addormenta e, allora, puoi sgusciare via.

Indovina chi… Breve viaggio nella natura di chi scrive per l’infanzia

luglio 27, 2007 by

di Laura Vacchini

Ogni volta che mi reco in libreria, mi soffermo nel reparto dedicato all’infanzia: prendo tra le mani i libri che più mi incuriosiscono, li sfoglio, li leggiucchio un po’ qua e un po’ là, e quando li ripongo sullo scaffale mi domando con un certo interesse chi siano gli autori, ma non tanto quale sia il loro nome, quanto piuttosto che tipo di persone siano e cosa li abbia spinti a scrivere per i bambini.
Dietro alle parole che animano i libri, i libroni e i libricini che fanno tanto sognare i più piccoli, si nasconde, infatti, un adulto che parla di sé.

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Per la scrittura collaborativa di storie…

luglio 24, 2007 by

Ci hanno segnalato un’applicazione web progettata per agevolare la scrittura collaborativa di storie, non lineari, in qualsiasi lingua: www.novlet.com

Le storie di Novlet sono divise in passage, sezioni di testo tipicamente composte da qualche paragrafo: gli autori possono continuare le storie o aggiungere trame alternative, creando nuovi passage dopo quelli esistenti.

Buon divertimento!

scrivere per ricordare

luglio 16, 2007 by

di Lucia Urbano

“Sono Lucia Urbano, amo la scrittura come forma di comunicazione e, su consiglio di un’amica, ho letto alcune tra le “Storie” del sito; così mi è venuta l’idea di scrivere una pagina sul filo della memoria personale. Sperando di poter contribuire a questa “conversazione” a distanza, ve la invio e vi saluto con simpatia.”

Leggi il contributo di Lucia

Grazie, Lucia.
Scriveredonna


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