Il Paradiso siamo noi

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recensione di Letizia Cunsolo

Potrebbe sembrare un libro squisitamente ed esclusivamente religioso, ma non lo è (o lo è solo in parte). Il Paradiso siamo noi, un libro di racconti di Alfia Milazzo, offre numerosi spunti di riflessione sulla vita e sulla morte, sul doloroso incedere delle donne lungo il percorso della vita, ma anche sui meravigliosi doni che essa elargisce loro a larghe mani, primo fra tutti la maternità, questo miracolo che si perpetua continuamente sotto i nostri occhi. E la sua collocazione spazio-temporale indefinita, situata in un tempo lontano, quello della memoria, là dove tutto è nostalgia e dolcezza, dove tutto sa di antico e di genuino, ma anche di irrimediabilmente perduto, gli conferisce un respiro ampio e universale.

Così anche una processione religiosa di un piccolo paese siciliano può diventare un viaggio dell’anima, il ritorno alle origini, alla vera essenza della vita.
La settimana santa, come si svolge a Biancavilla, un paese alle falde dell’Etna, è scandita da una serie di processioni che riproducono le varie fasi della passione e della resurrezione di Cristo. E’ proprio in questo contesto che vengono narrate le storie personali dei fedeli che vanno in processione, inframmezzate, nella prima parte, con la storia, tutta umana e tenerissima, di Maria, che, ragazza inconsapevole e pura, diventa madre di Cristo, lo vede crescere, orgogliosa del suo straordinario bambino, gode della sua infanzia, tentando di scacciare il doloroso presagio sul suo futuro che continuamente la insidia, e poi vive il dolore peggiore che una donna possa vivere: la morte del figlio.

Al pari di Maria, anche tutte le altre figure vivono le loro storie di dolore e fatica del vivere, laddove la maternità, l’essere figlia e madre, è il denominatore che le accomuna: la donna che non riesce ad avere bambini, la moglie del mafioso, che rischia la vita per offrire al figlio un avvenire migliore, la figlia di una donna malata di Alzheimer, che ormai è divenuta “la sua bambina”, la suora che, pur non avendo figli, ogni giorno partorisce le “sue umili figlie”, le preghiere che “si diffondono nell’aria con l’incanto e la naturalezza di un cinguettio mattutino” e, spalancando le grate del convento, le donano la libertà più vera, “una quiete senza ostacoli”.

E ancora le storie della madre immigrata, della madre bambina e dell’emigrato Carmelo, che torna in paese dopo tanto tempo, ci offrono esempi del travagliato vivere umano, laddove la processione diventa strumento di redenzione e metafora del lungo e doloroso cammino della nostra esistenza verso la Luce della resurrezione: “la morte è un inganno. E’ solo un passo oltre l’arco del tempo, una candela che si spegne per far posto alla luce di un sole splendente”. E la resurrezione di Gesù viene celebrata, a Biancavilla, con l’incontro, nella piazza affollata e festante del paese, tra la Madonna e Gesù risorto, dopo che l’Arcangelo Gabriele ha avvertito Maria della resurrezione del Figlio, allo stesso modo in cui un cane di nome Israel conduce un bambino alla propria madre, dalla quale era stato separato dalla nascita.

Piccole storie, piccole cose che si affacciano in un clima di speranza e di fiducia nelle vicende “alte” della spiritualità. Un intreccio di memoria esistenziale e spirituale, alla maniera della “Buona novella” di De Andrè, in un’ottica tutta femminile.

Alfia Milazzo, Il Paradiso siamo noi, Giuseppe Maimone Editore, Catania, 2008.

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2 Risposte to “Il Paradiso siamo noi”

  1. bloom Says:

    Calda, così accogliente questa “casa”. Grazie per questo bel blog. Cari saluti

  2. Alfia Says:

    Cara Bloom, grazie per i tuoi complimenti. Ho visitato il tuo blog. Bello! Interessante e a tratti ironico. Spero di rivederti su mammablog con qualche commento. Ciao.

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